
Oggi scrivo dal soggiorno di casa mia e non dall’ ufficio del nido, com’ era mia abitudine, perché da venerdì scorso, come da ultimo DPCM siamo stati costretti, come tante altre attività commerciali, a chiudere.
Le nostre strutture sono in Zona Rossa e il Coronavirus sembra aver avuto la meglio su tutti i dispositivi di sicurezza integrati in questo periodo, dalle mascherine, alle visiere, dai guanti alla sanificazione all’ ozono, niente di tutto il nostro impegno è servito ad evitare la chiusura per i nostri piccoli.
Chiudere un Servizio Educativo 0/6 anni ha un carico di responsabilità enorme e questa volta, più dell’ anno scorso, mi sono sentita responsabile, come adulto, nei confronti dei bambini.
Si, perché ai bimbi viene privata la loro quotidianità, i loro amici, le loro conquiste, senza la possibilità di comprenderne a pieno le motivazioni.
William ha 3 anni e piange al mattino perché vuole andare a scuola, dai suoi amici, dalle maestre e vivere la sua normalità, quella che lo rende felice, sereno e i sacrifici che gli vengono chiesti, non riesce a giustificarli a se stesso, per quanto si sforzi.
Lui sa che c’ è questo Virus, che è pericoloso, ma in questi mesi, si è impegnato tanto per evitarlo. Lui si è disinfettato le manine tante, tante volte, ha messo la sua giacca nella custodia all’ ingresso, per evitare che stesse a contatto con i giubbottini dei suoi compagni e per entrare a scuola ha aspettato tutte le mattine il suo turno, anche quando c’era freddo, anche sotto la pioggia.
William con i suoi amici ha fatto tutto quello che gli adulti gli hanno chiesto di fare, ha persino imparato a starnutire all’interno del gomito, perché seguendo le regole, poteva stare con i suoi amici, almeno, così gli avevano detto i grandi.
E nonostante sia stato bravissimo e abbia sempre rispettato le regole, venerdì scorso gli abbiamo dovuto dire che per un po’ di tempo, la scuola sarebbe rimasta chiusa, sempre per lo stesso motivo dell’anno scorso, sempre per il coronavirus, sto monello che non la smette di disturbarci… mannaggia!!!
E io, come educatrice e come adulta, mi sento in colpa, ho la sensazione di aver fallito nei confronti dei nostri piccoli, perchè non siamo riusciti a tutelarli.
Edoardo aveva appena superato le giornate di inserimento al nido, finalmente entrava al mattino sereno, senza piangere per dover salutare la mamma, aveva conquistato la sua serenità, e molto probabilmente, al suo ritorno, dovrà ricominciare tutto da capo…
E ad Edoardo potrei aggiungere Leonardo, Sergio, Vittoria, Amedeo o i bimbi di tutte le altre strutture, e a loro, mi sento di chiedere scusa, scusa perché forse da adulti, avremmo potuto fare di più e farlo meglio…
Bimbi, ci mancate tanto e speriamo di potervi ridare presto la vostra quotidianità e i vostri amici.
Miriam Buonadie – Nido Bubusettete
